AMB-REPARTNER: OPERAZIONE AVVENTUROSA

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16 December 2013

Chi investe lo fa per migliorare una situazione dopo averne ponderato i vantaggi ed i rischi. Più che una regola d’oro economica, una regola del buon senso comune. Ma all’ombra dei castelli della Capitale c’è chi la pensa in modo diverso.

Il messaggio municipale denominato “Aumento della capacità produttiva delle AMB tramite la partecipazione in Repartner” passerà martedì sera al vaglio del Consiglio comunale.

Un piano di importanti investimenti per nuovi impianti di produzione proposto dalla grigionese Repartner AG a diversi distributori di energia elettrica. Roba seria, nulla da dire.

A mente del Municipio, l’operazione garantirà alle AMB “una maggiore autosufficienza energetica e un approvvigionamento competitivo e sicuro”. Il fine, ma solo quello, è nobile e condivisibile.

In soldoni, un investimento di poco meno di 10 milioni nell’immediato (= denaro da servire al buio nel piatto della Repartner AG, senza vedere prima un solo nuovo impianto realizzato) e di complessivi 35 milioni nei prossimi nei prossimi 20 anni. Un utilizzo di risorse molto importante.

Al più tardi, a partire dal 2016, il mercato dell’energia sarà completamente liberalizzato: anche i piccoli consumatori potranno scegliere “da chi approvvigionarsi”. Un mercato elettrico che cambia paradigma, crea nuove dinamiche ed impedisce a tutti di millantare certezze sul futuro. Ma Bellinzona qualcuno vuole comunque impegnare le AMB in un ingente investimento all’interno di un nuovo modello di mercato non ancora decifrabile.

Una semplice constatazione che suggerisce maggiore prudenza. Ma quando a metterci lo zampino arrivano le notizie dell’ultima ora, la prudenza è d’obbligo.

Notizia numero uno: i cittadini grigionesi hanno accolto l’iniziativa “per una energia pulita senza il carbone” lanciata dai Verdi e dal Partito Socialista. Conseguenza? La Repower AG – che controlla con il 51% la Repartner AG – deve uscire dal progetto di costruzione di una nuova centrale a carbone a Saline Joniche (Reggio Calabria), già per conto suo in odore di infiltrazioni malavitose e di vivaci critiche di associazioni ambientalistiche. E se avesse vinto il fronte opposto, il Municipio di Bellinzona – con una forte componente di sinistra – cosa si sarebbe inventato pur di “non sporcarsi le mani con il carbone”?

Notizia numero due: la Repower AG annuncia di dover ritardare di almeno 5 anni l’investimento sul progetto di centrale Lago Bianco sul Bernina poiché – a detta loro – le sovvenzioni negli investimenti in energie rinnovabili provocano un abbassamento delle tariffe sul mercato dell’elettricità. La madre di tutti gli investimenti per nuovi impianti proposti dalla Repartner AG alle nostre AMB, viene clamorosamente rallentata e Bellinzona nessuno batte ciglio?

Notizia numero tre: la Consigliera di Stato e ministro delle finanze signora Barbara Janom Steiner ha riferito al Parlamento retico che Repower AG sta diventando una palla al piede per i Grigioni. Nel volgere di poco meno di un anno, le azioni della Repower AG in mano al Cantone Grigioni hanno perso di valore per un importo di 85 milioni di franchi. Il tutto con una preoccupata chiosa finale: “I conti quest’anno finiranno chiuderanno in pareggio, sempre che non ci siano cattive sorprese come eventuali perdite sulle azioni di Repower”. Dobbiamo forse abituarci all’idea che, quando ci si fidanza con qualcuno (la Repartner AG), è sempre meglio verificare come la sposa “sta di casa” (la Repower AG)?

Queste ed altre considerazioni di carattere tecnico, politico ed economiche hanno convinto il gruppo PPD a votare contro il Messaggio Municipale. E se per il bene della nostra Azienda elettrica dovremo lanciare un referendum contro tale investimento, lo faremo.

 Paolo Locatelli

Consigliere comunale e Presidente sezionale PPD di Bellinzona

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