Un ‘affari stracc’

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8 November 2014

di Paolo Locatelli, coordinatore comitato ‘No alla partecipazione di Amb in Repartner’, presidente sezionale Ppd Bellinzona e consigliere comunale

Il settore energetico, che ha un ruolo essenziale per la vita quotidiana di tutti noi, muove miliardi di franchi e opera in un mercato molto complesso. Restiamo dunque sul grosso. Parola d’ordine del Municipio: garantire alla nostra azienda elettrica (Amb) un approvvigionamento di fonti energetiche sicuro e competitivo. Lo strumento funzionale da utilizzare: entrare nell’orbita dell’azionariato Repartner Ag, a sua volta figlia della Repower Ag di Coira (ovvero l’Aet targata Grigioni). Il costo dell’investimento: 9,8 milioni di franchi sull’unghia per acquistare 800 azioni della Repartner Ag e il rimanente a mo’ di partecipazione per impianti già realizzati in Germania e nel Cantone Grigioni.

In prospettiva un investimento di oltre 35 milioni. Sui rischi dell’investimento e le perplessità dell’operazione, manco una parola?

A partire dal 2018 tutti gli operatori dovranno fare i conti con la liberalizzazione completa del settore: un nuovo mercato elettrico, pieno di incognite, che permetterà anche al singolo cittadino di approvvigionarsi come e dove meglio riterrà opportuno. Con una quota azionaria del 4% in Repartner Ag, a sua volta controllata con il 51% delle quote da Repower Ag che l’ha creata, le Amb non avranno nessuna voce in capitolo. Non si potrà ad esempio in alcun modo influire sulle linee direttive d’investimento: quando a Poschiavo qualcuno esclamerà “inizia a piovere”, a Bellinzona tutti saranno costretti ad “aprire l’ombrello senza volgere uno sguardo al cielo”. Quanto alla centrale di ripompaggio sul Lago Bianco del Bernina (alias, la madre di tutti i progetti Repartner e il fulcro dell’intero investimento) la citata società anonima poschiavina ha già tirato i remi in barca: progetto rinviato come minimo sino al 2019. La centrale sarà quindi realizzata, li citiamo, “non appena le condizioni quadro lo permetteranno e quando sul mercato vi sarà l’esigenza di questo impianto nell’interesse della svolta energetica e della relativa strategia della Confederazione”. Non si potranno inoltre attendere dei benefici economici e occupazionali in Ticino (e ancora meno in quel di Bellinzona): ogni singolo centesimo speso dalla Città nell’operazione Repartner sarà dirottato fuori dal Cantone e dai confini nazionali. Le Amb si mettono in pancia delle azioni Repartner Ag – figlia della grigionese Repower Ag che nel 2013 ha registrato perdite per 152 milioni – eufemisticamente poco sicure. Se lo possono permettere le casse della nostra Città?

Grazie a coloro che hanno firmato il referendum, l’ultima parola passa quindi alla cittadinanza di Bellinzona chiamata a esprimersi il 30 novembre. Raccomandiamo di votare ‘no’: la differenza tra un investimento meritevole di valutazione economica-strategica e un “affari stracc” (sinonimo di investimento ad alto rischio destinato a creare modestissimi vantaggi ed enormi effetti negativi) è sotto gli occhi di tutti.

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