Via Tatti: stravaganze verdi

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24 January 2014

Il movimento a senso unico dei Verdi, il giornalista-filantropo (?) Matteo Cheda e l’irriducibile Luca Buzzi, raccolte le firme contro la variante di Piano Regolatore in Via Tatti approvata da un’ampia maggioranza del Consiglio comunale, chiamano alle urne la cittadinanza di Bellinzona il prossimo 9 febbraio 2014. Nulla da eccepire sul buon diritto di avvalersi di questo strumento di democrazia. Non finisco però di stupirmi dinnanzi alle modalità di comunicazione utilizzate da chi ritiene di avere più ragione degli altri: sarà perché amo ancora sperare che chi sostiene le proprie tesi deve conservare quel minimo di buon gusto e di rispetto verso i propri concittadini, presentandole in modo trasparente e corretto.

Le argomentazioni referendarie fanno leva su slogan stravaganti all’insegna di un mediocre, asfissiante e parziale marketing politico: “quartieri anonimi, aumenta la delinquenza”, “speculatori”, “regalo ai ricchi”, “furto di spazi verdi per i nostri figli”, “più traffico e più ingorghi”, “meno soldi per la scuola, polizia e anziani”, “le nascite sono in calo, se costruiamo troppi palazzoni si rischia il crac immobiliare” e via elencando. In breve, l’Apocalisse.

Ma non vogliamo proprio dirla tutta?

– La variante PR in Via Tatti è stata portata avanti dall’intera compagine municipale (PPD, PLTR, PS), dopo un iter durato oltre 10 anni, con tanto di passaggi al Dipartimento cantonale del Territorio per la verifica dell’impatto fonico e della viabilità. In Consiglio comunale, la variante è stata accolta in modo trasversale da una larga maggioranza (37 a favore, 6 contrari e 4 astenuti). In poche parole, un messaggio che è passato sotto i raggi X di diverse persone responsabili, tutti portatori di sensibilità diverse ma con obiettivi convergenti. Cose che capitano all’ombra dei Castelli ogni 20 / 30 anni, non di più.

– Il sedime interessato, di proprietà privata, è già edificabile da diversi anni. E’ rimasto un terreno verde solo perché mancavano i dettagli per procedere ad una sua edificazione. Indice di sfruttamento, altezze, distanze, requisiti tecnici e accessi che sono stati precisati proprio nella variante di PR che andremo a votare. Questo, non altro.

– Uno dei due proprietari della zona interessata è un Istituto bancario svizzero di primaria importanza. Un proprietario che ha già assicurato un investimento immobiliare di oltre 50 mio di franchi attraverso la messa a reddito di fondi del secondo pilastro (di lavoratrici e lavoratori). Un investimento che prevede un’armoniosa presenza di spazi residenziali, servizi e piccoli commerci, rispettosi degli standard minergie, con un impatto fonico ridotto e con misure fiancheggiatrici sulla viabilità più che adeguati. Associare tale investimento ad una bieca speculazione immobiliare mi sembra francamente eccessivo. Ma perché non dire che questo insediamento di persone, famiglie, uffici e attività commerciali, daranno ossigeno alle notoriamente non troppo floride finanze della Città. E quindi, una sciagura oppure una grossa opportunità per la Città.

 – I referendari hanno invece scelto di fare leva sulle paure di chi andrà a votare. Ma a Bellinzona, come si è già dimostrato in occasione del referendum sull’IRB lanciato dai soliti noti, la maturità dei votanti è solida. Chi abita a Bellinzona, ama la propria Città e non intende farsi abbindolare da messaggi referendisti che tratteggiano scenari stile quartieri malfamati del Bronx.

 Provate quindi a chiedere ai referendisti cosa ne vogliano fare di questa nostra bella Città. La risposta sarà “chiudiamoci a riccio all’interno delle mura dei Castelli e continuiamo a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti, aspettando non sappiamo cosa”.

Da parte mia, invito a votare SI alla variante di PR in Via Tatti per dare alla Città prospettive di sviluppo concrete ed armoniose, liberi da condizionamenti ideologici e da paure infondate. 

Paolo Locatelli
Presidente sezione PPD Bellinzona
Consigliere comunale

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